Salta al contenuto principale
Sviluppo3 febbraio 2026· 6 min di lettura

Il tuo MVP non è un MVP. È un prodotto mal fatto con una scusa.

Minimum viable product non significa 'scritto in fretta'. Un vero MVP ha scope ridotto e qualità alta. Come evitare di bruciare la pazienza dei primi utenti.

Il tuo MVP non è un MVP. È un prodotto mal fatto con una scusa.
mvpstartupprodottoqualitastrategiafoundergestione-team
Condividi:

"È solo un MVP." Questa frase è diventata, in molti casi, una giustificazione per rilasciare software con qualità discutibile. Pagine che caricano in 8 secondi? MVP. Bug nei flussi principali? MVP. Interfaccia che confonde gli utenti? MVP. Come se aggiungere "minimum viable" davanti a "product" rendesse accettabile un prodotto che non funziona.

Il concetto di MVP software è stato uno dei contributi più importanti alla cultura startup. Ed è anche uno dei più fraintesi. Fraintenderlo non è solo un errore teorico — è un errore che brucia soldi, utenti, e credibilità.

Cosa significa davvero MVP

Eric Ries, che ha reso popolare il termine, lo definisce come il prodotto con il minimo set di feature che permette di raccogliere il massimo di apprendimento validato con il minimo sforzo.

La parola chiave è viable. Non minimum. Viable. Il prodotto deve funzionare. Deve risolvere un problema reale per un utente reale. Deve farlo in modo affidabile.

"Minimum" si riferisce allo scope, non alla qualità. Fai poche cose, ma falle bene. Un'app che fa una sola cosa perfettamente è un MVP. Un'app che fa dieci cose tutte male difficilmente può essere considerata un MVP: è più simile a un prototipo portato in produzione troppo presto.

Come si riconosce un falso MVP

È lento

Se la tua web app ci mette più di 3 secondi a caricare, stai testando la pazienza degli utenti, non l'idea. Gli utenti non distinguono tra "è lento perché è un MVP" e "è lento perché è fatto male". Per loro è solo lento. E se ne vanno.

Le performance non sono un lusso da aggiungere dopo. Sono parte del "viable". Una web app lenta difficilmente può essere considerata davvero “viable”.

Ha bug nei flussi principali

Se il tuo MVP è un tool di prenotazione e la prenotazione fallisce una volta su cinque, non stai validando nulla. Stai misurando più la tolleranza degli utenti agli errori che il valore della tua idea.

Le feature secondarie possono essere assenti. Ma le feature che ci sono devono funzionare.

Nessuno capisce cosa fa

Se gli utenti arrivano sulla tua app e non capiscono in 10 secondi a cosa serve e come si usa, il problema non è che mancano feature. È che l'esperienza è confusa. Un MVP con un'interfaccia chiara e una sola funzionalità batte un MVP con dieci funzionalità incomprensibili.

Si giustifica tutto con "lo miglioriamo dopo"

"Lo miglioriamo dopo" è il debito tecnico che non verrà mai ripagato. Dopo arriverà la feature successiva, poi quella dopo ancora, poi il pivot, poi il prossimo round. Quel "dopo" spesso non arriva mai.

Se non hai il tempo di farlo bene adesso, probabilmente non avrai il tempo di rifarlo dopo. Meglio fare meno cose, ma farle in modo che non debbano essere rifatte.

Il costo reale di un MVP di bassa qualità

Bruci i primi utenti

I primi utenti sono i più preziosi. Sono quelli che ti hanno dato fiducia prima che tu avessi credibilità. Sono quelli che ti danno feedback onesto. Sono quelli che, se soddisfatti, diventano evangelisti del tuo prodotto.

Se il tuo MVP li accoglie con bug, lentezza e confusione, non torneranno. E non ti diranno perché — spariranno silenziosamente. Peggio: diranno ad altri di non provare il tuo prodotto. Il passaparola negativo tende a diffondersi più velocemente di quello positivo.

I dati che raccogli non valgono nulla

Lo scopo dell'MVP è imparare. Ma cosa impari da un prodotto che non funziona? Se gli utenti abbandonano perché la pagina è lenta, non hai validato che l'idea non funziona — hai validato che un prodotto rotto non piace a nessuno.

Per raccogliere dati validi, il prodotto deve funzionare abbastanza bene da far sì che le decisioni degli utenti riflettano il valore della tua idea, non la qualità dell'implementazione.

Accumuli debito dal giorno zero

Un MVP scritto in fretta e senza struttura diventa la base su cui costruisci tutto il resto. Ogni feature successiva si appoggia su fondamenta fragili. Il debito tecnico si accumula prima ancora di aver validato l'idea.

Se l'idea funziona, ti trovi a dover riscrivere tutto dopo sei mesi. Se non funziona, hai sprecato lo stesso tempo che avresti sprecato facendolo bene — perché spesso la differenza di tempo tra un MVP fatto bene e uno fatto male è molto più legata allo scope che alla qualità del codice.

Come fare un MVP vero

Taglia feature, non qualità

Siediti col team e fai una lista di tutte le feature che il prodotto "dovrebbe" avere. Poi elimina l'80%. Tieni solo quelle che servono a rispondere alla domanda più importante per il tuo business in questo momento.

"Gli utenti pagheranno per prenotare lezioni online?" → Ti serve: registrazione, pagamento, prenotazione. Non ti serve: chat, recensioni, programma fedeltà, dashboard analytics, notifiche push.

Definisci cosa vuoi imparare

Prima di scrivere una riga di codice, scrivi una frase: "Con questo MVP vogliamo capire se _____." Se non riesci a completare la frase, non sei pronto per costruire.

Quella frase guida ogni decisione di scope. Ogni feature proposta viene valutata contro: "Ci aiuta a rispondere alla nostra domanda?" Se no, non entra nell'MVP.

Investi nelle fondamenta

Le cose che è rischioso tagliare: performance, sicurezza, affidabilità dei flussi principali, e una struttura di codice che permetta di evolvere senza riscrivere.

Non serve un'architettura enterprise. Serve un monolite ben strutturato con codice pulito, test sui flussi critici, e un database che risponde in tempo ragionevole.

Metti una data di scadenza

Un MVP non è un progetto infinito. Datti un timebox: "In 4 settimane rilasciamo, con qualunque scope siamo riusciti a completare bene." Questo forza le decisioni di priorità e previene la feature creep.

Se dopo 4 settimane non sei riuscito a costruire abbastanza per validare l'idea, forse l'idea è troppo complessa per un MVP — e serve un approccio diverso.

La differenza tra un MVP e un prototipo

Un prototipo è un esperimento interno. Serve a esplorare un'idea, a capire la fattibilità tecnica, a mostrare qualcosa agli stakeholder. Può essere brutto, fragile, incompleto. Non va in produzione.

Un MVP va in produzione. Viene usato da persone reali. Le loro decisioni influenzano il futuro del tuo business. Deve funzionare.

Se quello che hai in produzione è un prototipo che hai chiamato MVP per giustificarne la qualità, sii onesto con te stesso. O lo trasformi in un prodotto viable, o lo chiami quello che è.

Minimum viable non è minimum effort

Lo scope minimo non implica lo sforzo minimo. Implica lo sforzo focalizzato. Tutta l'energia del team concentrata su poche cose fatte bene, invece di tante cose fatte male.

I migliori MVP che ho visto facevano una sola cosa. Ma la facevano in modo impeccabile: veloce, affidabile, chiaro. Gli utenti non si chiedevano “cos’altro dovrebbe fare”, ma “dove firmo per pagare”.

Quello è un MVP. Tutto il resto rischia di essere una scorciatoia che nel medio periodo si paga.


Se stai costruendo un MVP e vuoi assicurarti di investire nel modo giusto, parliamone. Ti aiuto a definire lo scope minimo con la qualità giusta per validare la tua idea.

Simone Giusti

Full Stack Developer specializzato in Laravel e Vue.js

Continua a leggere

Hai un progetto in mente?

Raccontami il tuo progetto e vediamo come posso aiutarti.

Parliamone