Un sito che non costa nulla in hosting, che non può andare offline e che non richiede manutenzione. Sembra il pitch di un venditore troppo entusiasta, eppure è esattamente come funziona il sito che stai leggendo.
In questo articolo ti racconto perché ho scelto Nuxt e Cloudflare, cosa ci guadagni concretamente, e perché questa soluzione non è adatta a tutti.
Il problema che nessuno vuole affrontare
Parliamoci chiaro: la maggior parte dei siti web è sovra-ingegnerizzata.
Un sito vetrina di 10 pagine non ha bisogno di un server dedicato che gira 24/7, di un database MySQL, di PHP che macina codice a ogni visita. Eppure è così che funziona WordPress, e WordPress alimenta il 43% del web.
Il risultato? Server da mantenere, plugin da aggiornare, database da backuppare, patch di sicurezza da installare ogni mese. E quando qualcosa si rompe (succede sempre), il sito va giù proprio quando il tuo cliente più importante sta cercando il tuo numero di telefono.
Chi ha gestito un sito WordPress conosce quella sensazione: il bottone "Aggiorna" che lampeggia nella dashboard, e tu che ti chiedi se stavolta l'aggiornamento romperà qualcosa.
Come funziona questo sito (spoiler: non c'è un server)
La pagina che stai leggendo non esiste su un server. O meglio, non esiste su un server.
Quando pubblico un articolo, Nuxt genera tutte le pagine come semplici file HTML statici. Questi file vengono copiati su oltre 300 data center Cloudflare sparsi per il mondo. Quando tu visiti il sito, il file ti arriva dal data center più vicino a te. Nessun calcolo, nessuna query al database, nessun PHP che si sveglia dal sonno.
È come la differenza tra chiedere a qualcuno di prepararti un panino al momento (sito tradizionale) e prenderne uno già pronto dal bancone (sito statico). Il secondo è più veloce, e nel nostro caso è anche gratis.
I numeri che contano
Basta teoria. Ecco cosa cambia in pratica:
Costo hosting: 0€/mese
Non è un errore di battitura. Cloudflare Pages offre hosting gratuito con banda illimitata. Il loro modello di business si basa su altri servizi, distribuire file statici non costa quasi nulla, quindi lo regalano.
Per confronto:
- Hosting condiviso WordPress: 5-15€/mese
- VPS decente: 20-50€/mese
- Hosting managed: 50-150€/mese
In 3 anni risparmi tra i 180€ e i 5.400€. Non male per un sito che funziona anche meglio.
Tempo di caricamento: sotto il secondo
Questo sito ha un Time to First Byte medio di 50ms. Per capirci: un battito di ciglia dura 100-150ms. La pagina inizia a caricarsi prima che tu abbia finito di sbattere le palpebre.
Google PageSpeed lo premia con un punteggio sopra 95. E siccome Google usa la velocità come fattore di ranking, il tuo sito si posiziona meglio. Gratis.
Uptime: 99.99%
Quando il tuo sito esiste su 300+ server contemporaneamente, non c'è un "singolo punto di guasto". Se un data center prende fuoco (succede), le richieste vanno automaticamente al successivo.
Il 99.99% significa meno di un'ora di downtime all'anno. E in quell'ora, probabilmente il sito funzionerebbe comunque perché le pagine sono già cached ovunque.
La sicurezza di chi non ha nulla da proteggere
Qui viene il bello.
Un sito WordPress può essere attaccato in decine di modi: SQL injection, exploit del core, vulnerabilità nei plugin (ce ne sono migliaia), brute force sul login. Ogni componente è una porta che qualcuno potrebbe forzare.
Il mio sito non ha porte.
Non c'è un database da iniettare. Non c'è un pannello admin esposto. Non c'è codice server-side da exploitare. Sono file HTML serviti da Cloudflare, che si occupa automaticamente di protezione DDoS, certificato SSL e firewall.
Il modo migliore per proteggere qualcosa? Non averlo. È sicurezza by design, non by patch.
Il rovescio della medaglia
Sarebbe disonesto non parlare dei limiti.
Serve uno sviluppatore. Nuxt non ha un pannello drag-and-drop. Non puoi installarlo con un click come WordPress. Serve qualcuno che sappia cosa sta facendo.
Non va bene per tutto. Se ti serve autenticazione utenti, un e-commerce con carrello, commenti in tempo reale, contenuti generati dagli utenti... questo approccio non fa per te. Ti serve un backend tradizionale.
Le modifiche richiedono un deploy. Non puoi correggere un typo dal telefono. Devi modificare il file, fare commit, aspettare il build. Per un blog personale sono 2 minuti, ma è comunque meno immediato di WordPress.
Per chi ha senso
Questo approccio funziona bene per:
- Siti aziendali che devono essere sempre online e non possono permettersi il "scusa, il sito era giù"
- Portfolio professionali dove la velocità e la prima impressione contano
- Blog e magazine che pubblicano contenuti ma non hanno bisogno di interazione real-time
- Landing page per campagne marketing che devono reggere picchi di traffico improvvisi
Il pattern è chiaro: siti dove il contenuto cambia relativamente poco, ma deve essere sempre disponibile, veloce e sicuro.
Il calcolo economico
Facciamo due conti.
Un sito WordPress con hosting managed decente costa circa 50€/mese tra hosting, manutenzione e qualche plugin premium. Sono 600€/anno, 1.800€ in tre anni.
Un sito Nuxt su Cloudflare costa di più da sviluppare inizialmente (diciamo 20-30% in più), ma poi l'hosting è gratis e la manutenzione è zero.
Il break-even? Di solito entro il primo anno. Dopo, è tutto risparmio.
Ma il vero vantaggio non è economico: è dormire tranquilli sapendo che il sito non andrà giù alle 3 di notte perché un plugin ha deciso di aggiornarsi da solo.
Conclusione
Non sto dicendo che WordPress sia il male. Per molti progetti è la scelta giusta. Ma per un sito vetrina, un portfolio, un blog aziendale? Probabilmente stai pagando (in soldi e in stress) per infrastruttura che non ti serve.
La tecnologia si è evoluta. Oggi puoi avere un sito più veloce, più sicuro e più affidabile spendendo meno. Il trucco è scegliere lo strumento giusto per il lavoro.
Se stai valutando un nuovo progetto e vuoi capire se questo approccio fa al caso tuo, parliamone. Ti dico onestamente se ha senso per la tua situazione, senza impegno.
Simone Giusti
Full Stack Developer specializzato in Laravel e Vue.js



